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Quali DPI sono obbligatori in azienda e come si scelgono

La domanda giusta non è «quali DPI devo comprare», ma «quali rischi ho in azienda». I dispositivi di protezione individuale non sono una dotazione standard uguale per tutti: l’articolo 77 del D.Lgs. 81/08 impone di sceglierli sulla base della valutazione dei rischi, e un DPI adatto a una lavorazione può essere inutile o addirittura pericoloso in un’altra.

Prima regola: il DPI viene per ultimo

La norma stabilisce una gerarchia precisa. Prima si prova a eliminare il rischio, poi a ridurlo con misure tecniche (aspirazione, protezioni sulle macchine, sostituzione di una sostanza pericolosa), poi con misure organizzative (turnazione, separazione dei percorsi). Solo il rischio che resta dopo tutto questo si affronta con il DPI. Chi parte dal DPI sta saltando i passaggi che ridurrebbero davvero gli infortuni.

Le tre categorie previste dal Regolamento UE 2016/425

  • Categoria I – rischi minimi: guanti da giardinaggio, occhiali da sole professionali, grembiuli leggeri. Autocertificati dal produttore.
  • Categoria II – tutto ciò che non è né I né III: la maggior parte dei guanti, delle calzature e degli occhiali di protezione.
  • Categoria III – rischi di morte o danno permanente: protezione respiratoria, anticaduta, rischio elettrico, sostanze chimiche pericolose, alte temperature. Per questi è obbligatoria anche la formazione specifica e l’addestramento del lavoratore, non la sola consegna.

Come si sceglie, per tipo di rischio

Mani

Il guanto va scelto in base al rischio prevalente: taglio (norma EN 388, con i livelli di resistenza stampati sul dorso), agenti chimici (EN 374), calore (EN 407). Un guanto antitaglio non protegge dai solventi, e un guanto in nitrile sottile non protegge dalle lame.

Piedi

Le sigle contano: S1 puntale e antistatica, S1P aggiunge la lamina antiperforazione, S3 aggiunge impermeabilità e suola scolpita. In cantiere e in ambienti umidi la S3 è quasi sempre la scelta corretta.

Vie respiratorie

È l’area dove si sbaglia di più. Un facciale filtrante FFP2 o FFP3 protegge da polveri e aerosol, non da vapori e gas: per quelli servono semimaschere con filtri specifici (A per vapori organici, B per gas inorganici, E per anidride solforosa, K per ammoniaca). Negli spazi confinati, dove può mancare ossigeno, nessun filtro è sufficiente: serve un autorespiratore.

Cadute dall’alto

L’imbracatura da sola non basta: serve un sistema completo – punto di ancoraggio idoneo, cordino con assorbitore di energia dimensionato al tirante d’aria disponibile, e una procedura di recupero. Un lavoratore sospeso nell’imbracatura va soccorso in pochi minuti, quindi il piano di salvataggio fa parte del sistema.

Consegna e registro: la parte che salta sempre

Fornire il DPI non chiude l’obbligo. Il datore di lavoro deve formare il lavoratore sull’uso, addestrarlo per i DPI di terza categoria e per gli otoprotettori, far firmare la consegna, e provvedere a manutenzione e sostituzione. In caso di infortunio il registro di consegna è uno dei primi documenti richiesti.

Come ti aiutiamo

Nel nostro catalogo trovi oltre mille articoli certificati, dalla protezione delle mani ai rilevatori di gas per spazi confinati: puoi partire dalla sezione DPI. Se hai un dubbio su una lavorazione specifica, scrivici: ti aiutiamo a individuare il dispositivo conforme, e come centro di formazione eroghiamo anche l’addestramento obbligatorio per i DPI di terza categoria.

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