È la domanda che riceviamo più spesso, e la risposta «ogni sei mesi» è vera solo in parte: la norma UNI 9994-1 prevede quattro fasi diverse, con scadenze diverse, e confonderle è il motivo per cui molte aziende si trovano con presidi formalmente non conformi pur avendo pagato regolarmente le manutenzioni.
Le quattro fasi previste dalla norma
1. Sorveglianza — continua, la fa il datore di lavoro
È un controllo visivo che non richiede un tecnico: verificare che l’estintore sia al suo posto, ben visibile, segnalato dal cartello, che il manometro sia in zona verde e che non presenti danni evidenti. Va fatta con regolarità, idealmente ogni mese, e non ha un costo. È anche l’unica fase che il personale interno può eseguire da solo.
2. Controllo periodico — ogni 6 mesi, da tecnico abilitato
Qui interviene il manutentore: verifica la pressione, lo stato del cono e della manichetta, la leggibilità dell’etichetta, l’integrità dei sigilli. Al termine appone il cartellino con la data. Sei mesi è il massimo, non un’indicazione orientativa: un controllo eseguito al settimo mese lascia scoperto un periodo che, in caso di incendio, l’assicurazione può contestare.
3. Revisione — da 18 a 72 mesi secondo il tipo
È l’intervento più profondo: l’estintore viene aperto, l’agente estinguente sostituito o verificato, le guarnizioni cambiate. Le scadenze cambiano in base alla tipologia:
- Estintori a polvere: 36 mesi
- Estintori a schiuma e idrici: 18 mesi (24 per alcune formulazioni)
- Estintori a CO2: 60 mesi
- Estintori ad agenti alogenati: 72 mesi
4. Collaudo — ogni 6 o 12 anni
Riguarda la tenuta del serbatoio, che viene sottoposto a prova idraulica. Per gli estintori a polvere, schiuma e idrici il collaudo è ogni 12 anni; per quelli a CO2, che lavorano ad alta pressione, ogni 10 anni secondo la normativa sui recipienti in pressione. Dopo il collaudo l’estintore riparte con un nuovo ciclo.
Il registro antincendio: senza quello, le manutenzioni non esistono
Ogni intervento va annotato. Non è un formalismo: in caso di verifica dei Vigili del Fuoco, di ispezione ATS o di perizia assicurativa dopo un sinistro, il registro è il documento che dimostra la diligenza dell’azienda. Un parco estintori perfettamente manutenuto ma senza registrazioni, dal punto di vista documentale, equivale a un parco non manutenuto.
Quanti estintori servono e dove vanno messi
Il numero dipende da superficie, livello di rischio e carico d’incendio, secondo il D.M. 3 settembre 2021. Due regole pratiche che valgono quasi sempre: nessun punto dell’ambiente deve distare più di 30 metri da un estintore, e ogni piano deve averne almeno uno. Vanno collocati lungo le vie di esodo, vicino alle uscite, in posizione visibile e segnalata, con l’impugnatura a non più di 1,20 metri da terra.
Gli errori che vediamo più spesso
- Estintore giusto ma tipo sbagliato: la polvere su un quadro elettrico danneggia l’impianto, dove serve il CO2; in cucina professionale serve un estintore per fuochi di classe F, non un polvere generico
- Cartello mancante: l’estintore c’è ma nessuno sa dov’è quando serve
- Accesso ostruito da pallet, scaffali o materiale depositato «solo per oggi»
- Scadenze gestite a memoria, senza uno scadenzario
Come ti aiutiamo
AMPIA S.r.l. gestisce contratti di manutenzione programmata: siamo noi ad avvisarti quando scadono i controlli, così le date non dipendono dalla memoria di nessuno. Operiamo con tecnici propri entro circa 100 km da Abbiategrasso — Milano e provincia, Pavia, Vigevano, Novara, Varese, Monza, Como, Lodi, Bergamo, Piacenza e Alessandria.
Puoi vedere la gamma nella sezione estintori, oppure scriverci per un sopralluogo: verifichiamo il parco esistente e ti diciamo cosa è a norma e cosa no, senza impegno.